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el sabroso oficio / del dulce mirar GóngoraWie schwer es ist, die Schönheit zu begreifen! Günter Eich

jueves, 31 de diciembre de 2015

Villazón y Netrebko - Oh! sventata, sventata! + Che gelida manina




Despedimos (casi) el año con Puccini. Me acuerdo de la versión que hay en casa, la de Maria Callas y Giuseppe di Stefano, con la que descubrí La Bohème. En esta versión, vemos y escuchamos.




Rodolfo
(L'accompagna fino all'uscio)
Buona sera.
(Ritorna subito al lavoro)

Mimì -- (ritornando)
Oh! sventata, sventata!
La chiave della stanza
dove l'ho lasciata?

Rodolfo
Non stia sull'uscio; il
lume vacilla al vento.

(Il lume di Mimì si spegne di nuovo)

Rodolfo
(Accorre colla sua candela, ma
avvicinandosi alla porta,
anche il suo lume si spegne)

Oh Dio!... Anche il mio s'è spento!

Mimì
Ah!
E la chiave ove sarà?...

(Rodolfo chiude la porta)

Rodolfo
Buio pesto!

Mimì
Disgraziata!

Rodolfo
Ove sarà?

Mimì -- (avanzandosi cautamente)
Importuna è la vicina...

Rodolfo
(Si volge dalla parte ove ode la voce di Mimì)
Ma le pare?...

Mimì
Importuna è la vicina...

Rodolfo
(Cerca la chiave sul pavimento,
strisciando i piedi.)
Cosa dice, ma le pare!
Mimì
Cerchi.

Rodolfo
Cerco.

Mimì
Ove sarà?...

Rodolfo
(trova la chiave)
Ah!

(mette la chiave in tasca)
Mimì
L'ha trovata?...

Rodolfo
No!

Mimì
Mi parve...

Rodolfo
In verità...

Mimì
Cerca.

Rodolfo
Cerco!

(Finge di cercare, ma guidato dalla
voce e dai passi di Mimì, tenta di avvicinarsi
ad essa che, china a terra, cerca sempre
tastoni: in questo momento Rodolfo si è
avvicinato ed abbassandosi esso pure,
la sua mano incontraquella di Mimì)

Mimì -- (sorpresa)
Ah!

Rodolfo
(tenendo la mano di Mimì, con
voce piena di emozione!)

*Che gelida manina
Se la lasci riscaldar.
Cercar che giova?
Al buio non si trova.
Ma per fortuna
è una notte di luna,
e qui la luna
l'abbiamo vicina.

(mentre Mimì cerca di ritare la mano)

Aspetti, signorina,
le dirò con due parole
chi son, e che faccio,
come vivo. Vuole?

(Mimì tace: Rodolfo lascia la
mano di Mimì, la quale indietreggiando
trova una sedia sulla quale si lascia
quasi cadere affranta dall'emozione)

Chi son?
Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo!
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d'amore.
Per sogni e per chimere
e per castelli in aria,
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioelli
due ladri, gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora,
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei,
tosto si dileguar!
Ma il furto non m’accora,
poiché, v’ha preso stanza
la dolce speranza!
Or che mi conoscete,
parlate voi, deh! Parlate.
Chi siete? Vi piaccia dir!



(Texto retirado de: Dennis Albert)






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