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el sabroso oficio / del dulce mirar GóngoraWie schwer es ist, die Schönheit zu begreifen! Günter Eich

viernes, 12 de febrero de 2016

Brecht, May, Niezing, Milva - Lied von der Moldau





Lied von der Moldau

Am Grunde der Moldau wandern die Steine
Es liegen drei Kaiser begraben in Prag.
Das Große bleibt groß nicht und klein nicht das Kleine.
Die Nacht hat zwölf Stunden, dann kommt schon der Tag.

Es wechseln die Zeiten. Die riesigen Pläne
Der Mächtigen kommen am Ende zum Halt.
Und gehn sie einher auch wie blutige Hähne
Es wechseln die Zeiten, da hilft kein Gewalt.

Am Grunde der Moldau wandern die Steine
Es liegen drei Kaiser begraben in Prag.
Das Große bleibt groß nicht und klein nicht das Kleine.
Die Nacht hat zwölf Stunden, dann kommt schon der Tag.

Bertolt Brecht


Música de Hanss Eisler - Bedrich Smetana


Aquí, una versión más moderna, cantada en directo por Dorine Niezing.




Y a continuación, Milva canta una versión en italiano. Pero antes...

Ispiarata al poema sinfonico "Die Moldau" (La Moldava, in ceco Vltava) composto da Smetana nel 1874, adattata melodicamente al canto da Eisler per le parole di Brecht, "La Canzone Della Moldava" (questo il suo titolo in italiano) compare nell'opera drammaturgica "Svejk Nella Seconda Guerra Mondiale" (titolo originale: Schweyk im zweiten Weltkrieg) scritto fra il 1941 e il 1944.

Il Lied ha forte valenza antibellica, antinazista e rivoluzionaria, sia per il contesto drammaturgico in cui è posto (a cui fa anche da chiusura in epilogo), sia per lo stesso testo pervaso dalla speranza propositiva che "il tempo verrà" e che "i piani grandiosi dei duci si arrestano un giorno".

Ripresa da una lunga serie di artisti e gruppi (Katja Ebstein, Gisela May, Milva, Dagmar Krause, Barbez ecc.) nelle più diverse forme stilistiche di genere ed arrangiamento e tradotta in varie lingue, la semplicissima e splendida "Canzone Della Moldava" resta l'inno esemplare di come l'Arte sappia opporsi ai disegni politici dei pre-potenti e dei tiranni ricordandoci sempre che "chi è grande diventa piccolo e il piccolo cresce" e soprattutto che "la notte è di dodici ore, non di più". (...)

La traduzione di seguito presentata è stata curata da Giorgio Strehler. Benchè non perfettamente fedele (rispetto alle traduzioni più letterarie) essa rimane, per la sua perfetta congruenza nota-sillaba, la versione più cantabile.

(Fuente: canzoni contro la guerra)


LA CANZONE DELLA MOLDAVA

In fondo alla Moldava vanno le pietre,
sepolti a Praga riposan tre re.
A questo mondo niente rimane uguale
la notte più lunga eterna non è.

Si mutano i tempi, l'inutile lotta
di galli violenti futuro non ha.
I folli progetti di tutti i potenti
si oppongono in vano al tempo che va.

In fondo alla Moldava vanno le pietre,
sepolti a Praga riposan tre re.
A questo mondo niente rimane uguale
la notte più lunga eterna non è.









2 comentarios:

Guillermo Almeida Arce dijo...

No sé si conoces la versión que hizo nuestra Masiel y que tituló "Arriba en la Moldavia". Merece la pena. (Hay además otros poemas de Brecht cantados en español). Está aquí: https://www.youtube.com/watch?v=c8pUDf7KYOQ

El transcriptor dijo...

Se me había pasado la vinculación de Massiel con Brecht...

Muchas gracias, Guillermo.

Pedro