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el sabroso oficio / del dulce mirar GóngoraWie schwer es ist, die Schönheit zu begreifen! Günter Eich

martes, 1 de marzo de 2016

¿Quién era Eda Urbani?




Eda Urbani: Mujer en el confesonario (c. 1937)


Eda Urbani en Associazione per la Fotografia Storica:

 "Nel centenario della sua nascita si inaugura la prima mostra personale dedicata alla fotografa Eda Urbani (Livorno 1908 - Torino 2001)

Una delle primissime donne fotoreporter. Attiva sin dagli inizi degli anni Trenta del Novecento, lavora per alcune testate giornalistiche internazionali, in Spagna in particolare, dove rimane sino allo scoppio della Guerra Civile nel 1936.

Si stabilisce a Torino nel 1937 dove collabora con la Gazzetta del Popolo.

Realizza una serie di reportages di rara bellezza storica e documentaristica che testimoniano in maniera esemplare soprattutto la Torino della fine degli anni Trenta.

Le immagini si snodano in sequenza come un racconto, in cui rivive anche la cinematografia dell’epoca. La realtà descritta è quasi sempre quella borghese e aristocratica, attiva e funzionale, ma mai ideologicamente celebrativa del Regime.

Ma Eda Urbani non era solo questo, artisticamente eclettica, la sua vita sembra il concatenarsi di più esistenze. Dopo la seconda guerra mondiale non riprenderà più la sua attività di fotografa.

La riscopriamo creatrice di moda, arredatrice versatile nel suo atelier di Torino e poi ancora gallerista, arredatrice e designer negli anni settanta nel suo spazio di via Teofilo Rossi, per poi intraprendere, a sessantanove anni, l’avventura di aprire a Rio de Janeiro un’ industria di mobili dal design innovativo.

Una sessantina le immagini originali esposte, realizzate tutte negli anni Trenta del Novecento.

In mostra anche una selezione bibliografica, curata dalle Biblioteche Civiche Torinesi, utile per chi volesse approfondire l’argomento."


Por otro lado, en Youtube hay un vídeo (unos 6 minutos) de las Biblioteche Civiche Torinesi, donde podemos leer:

"Di Eda Urbani non ci era noto nulla quando abbiamo visto per la prima volta le sue immagini.

Il suo nome suonava perfetto come uno pseudonimo creato dal più scafato dei re del marketing, sul retro delle immagini compariva un professionalissimo timbro in quattro lingue che solo i fotogiornalisti affermati usavano in quegli anni.

Le immagini erano moderne e poetiche al tempo stesso, ricche di atmosfera e cariche della loro epoca.

Non era citata in nessuna Storia della Fotografia, era impossibile che nessuno sapesse o avesse scritto di lei..."


(La tenebreuse)