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el sabroso oficio / del dulce mirar Góngora – ¡Qué difícil es entender la belleza! Günter Eich

miércoles, 1 de noviembre de 2017

"Nei prossimi giorni, quando ci sarà il vuoto..."



Molti pensano che un funerale, sia un evento casuale, privo di regole. Non è così. Il funerale è l’appuntamento mondano par excellence. A un funerale, non bisogna mai dimenticarlo, si va in scena (…) Con pazienza, si attende che i parenti si liberino dalla calca. E una volta accertatisi che tutta la platea si sia seduta, solo a quel punto si possono fare le condoglianze. In questa maniera, tutti ti possono vedere. Si prendono le mani del sofferente, si appogiano le proprie sulle sue braccia, si sussurra qualcosa all’orecchio, una frase sicura detta con autorevolezza, per esempio: “Nei prossimi giorni, quando ci sarà il vuoto, sappi che puoi contare sempre su di me”. Il pubblico si chiederà: Ma che stà dicendo Jep Gambardella?” 

(…)

E’ permesso raccogliersi in un angolo da soli, come a meditare sul proprio dolore. A questo punto però è richiesta un’ulteriore abilità. Il luogo scelto deve essere allo stesso tempo isolato ma ben visibile al pubblico. Inoltre una buona recita è tale quando è scevra da qualsiasi ridondanza. Dunque è regola fondamentale, ad un funerale non bisogna mai piangere, perché non bisogna rubare la scena al dolore dei parenti. Questo non è consentito, perché è immorale.








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